STORIA : SAN MARTINO DI TOURS

Martino di Tours è uno di quegli uomini che hanno fatto parlare
di sé intere generazioni per essere stato protagonista di episodi atti
ad accendere la fantasia popolare con la sua forza d'animo
e la grandezza dello spirito.
Tutti abbiamo sentito narrare l'episodio di San Martino che,
cavalcando avvolto nel suo ampio mantello di guardia imperiale,
incontrando un povero rabbrividito dal freddo, con gesto generoso
taglia in due il mantello, dandone metà al povero.
La notte, in sogno, vede Gesù, avvolto in quel pezzo di mantello,
sorridergli riconoscente.

Porta San Martino ha voluto omaggiare il suo Santo protettore
ricordando proprio quest'evento nel corte storico del 2003.
Martino, figlio di un tribuno romano, era nato a Sabaria, in Pannonia,
verso il 315. A quindici anni indossava già la divisa militare.
L'episodio del mantello è da collocarsi in questo periodo,
perché a diciotto anni ricevette il battesimo e abbandonò la
milizia per seguire S.Ilario di Poitiers, suo maestro.
Dopo un breve noviziato di vita eremitica nell'isola Gallinara,
sulla costa ligure, Martino fondò un paio di monasteri:
Ligugé, il più antico d'Europa, e Marmoutier, destinato a divenire
un grande centro di vita religiosa.

Dopo la parentesi contemplativa si aprì quella attiva :
Martino, eletto vescovo di Tours, diventò il grande evangelizzatore
del centro della Francia. Era stato, come poi si disse, soldato contro
voglia, monaco per scelta e vescovo per dovere.
Nei ventisette anni di vita episcopale si guadagnò l’amore entusiastico
dei poveri , dei bisognosi e di quanti soffrivano ingiustizie ,
ma era malvisti da quanti del suo clero amavano il quieto vivere.
Venne perfino querelato da un prete di nome Brizio.

E’ divenuta proverbiale la sua frase : “ Se Cristo ha sopportato Giuda,
perché io non dovrei sopportare Brizio?”. Morì sulla breccia
l’8 novembre 397 a Candes, durante una visita pastorale.
I suoi funerali, avvenuti tre giorni dopo, furono una vera apoteosi;
da quel giorno, proprio l’11 novembre, Martino viene ricordato ancora oggi.

Egli può considerarsi il primo santo non martire ad avere la festa liturgica.
Quella data è rimasta anche come punto di riferimento nelle
contrattazioni di alloggi, di terreni, di compravendite nel mondo
agricolo: “per san Martino s’assaggia il vino” -intendendo la nuova
produzione annuale- si dice tuttora in molte regioni italiane e francesi.

La metà del celeberrimo mantello che san Martino condivise col
povero di Amiens, tolte numerose frange per arricchire i vari reliquiari,
venne custodito gelosamente in una cappella (il nome deriva appunto da cappa,
mantello) e il custode prese il nome di cappellano.
Come si nota, san Martino ha lasciato tracce di sé anche nel vocabolario.

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